lunedì 8 marzo 2021

Dante ombra a Firenze, Dante innamorato


 Hai scritto di aver viaggiato con il tuo corpo in carne e ossa tra le ombre dell'Aldilà sino al Paradiso, ora farai il viaggio opposto, viaggerai come ombra tra gli uomini in carne e ossa.

Anche al poeta del contrappasso tocca scontare la stessa sorte dei tanti cui ha assegnato castighi nell'aldilà, anche per lui c'è un contrappasso. Sarà ombra tra gli uomini in carne e ossa, ombra condannata a vagare per una notte all'anno nella stessa Firenze che da vivo fino all'ultimo non gli ha consentito il ritorno. Così ha disposto il Signore dell'Universo che forse è anche il Signore della Biblioteca Infinita che contiene tutti i libri, scritti o anche solo pensati e sognati.... e per inciso, come sarebbe piaciuto tutto questo al grande Jorge Luis Borges...

Ecco, questa è la sorte di Dante, questo si immagina e racconta un poeta dei nostri tempi, Giuseppe Conte, nel suo Dante in love (Giunti), una delle letture più intense, originali e persino divertenti che si propongono per questo settecentesimo del Sommo Poeta. 

Il quale, appunto, è sì Sommo Poeta, ma  in queste pagine viene restitituito alla sua umanità, oltre ogni retorica scolastica e accademia critica. 

Il Signore dell'Universo ha disposto: potrà liberarsi dalla sua condanna al ritorno in terra a condizione che una donna che ama corrisponda al suo amore. Ma come può un'ombra amare ed essere amato? 

A voi leggere e capire come andrà a finire, ma certo se c'è un uomo, un poeta, capace di realizzare l'impresa è proprio Dante. Non più l'uomo che declama, giudica, fustiga, l'uomo animato dalla passione politica, mosso dallo sdegno, abbattuto dall'amarezza dell'esilio, ma semplicemente l'uomo che ama. Fin da una giovinezza piena di poesia e leggerezza, trascorsa con amici quali Guido e Lapo, dove  la donna non era angelicata, era presenza reale, possibilità di piacere, spezia delle giornate. Prima che il suo stesso amore per Beatrice si trasfigurasse e diventasse energia per raggiungere la meta di quel viaggio che ancora oggi ci incanta.

Ma qui il discorso si fa serio. E preferisco salutare qui il Dante innamorato di Giuseppe Conte, qui mentre gira per Firenze, in strade e piazze svuotate dall'epidemia, presidiate solo da qualche senzatetto e da pochi passanti celati da una mascherina: ombra tra uomini in carne e ossa che il virus ha reso più simili alle ombre.

 

 

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