Cosa vuol dire misurare il mondo? E con quali strumenti, con quali possibilità dell'ingegno? E perché poi faticare tanto, ovvero: quanto conta davvero l'amore per la conoscenza?
Siamo alla fine del diciottesimo secolo, l'epoca d'oro dell'illuminismo: non c'è cosa, sembra, che non possa essere illuminata dalla ragione, spiegata, condivisa. E' anche l'epoca d'oro della cultura tedesca. L'epoca di Carl Friedrich Gauss, il genio matematico che già da ragazzino affronta e risolve problemi di difficoltà inaudita. L'epoca di Alexander Von Humboldt, naturalista, geografo ed esploratore, uomo che ha bisogno di spazi, di orizzonti, di terre nuove da calpestare.
Due vite che più diverse non si potrebbero concepire. Daniel Kehlmann nel suo La misura del mondo le racconta entrambe, con eleganza, amore, ironia. Come sembrano distanti le storie del matematico e dell'esploratore. Eppure entrambi misurano il mondo a cui apparteniamo. Gauss e Von Humboldt, le rette parallele che alla fine si incontrano.
Siamo alla fine del diciottesimo secolo, l'epoca d'oro dell'illuminismo: non c'è cosa, sembra, che non possa essere illuminata dalla ragione, spiegata, condivisa. E' anche l'epoca d'oro della cultura tedesca. L'epoca di Carl Friedrich Gauss, il genio matematico che già da ragazzino affronta e risolve problemi di difficoltà inaudita. L'epoca di Alexander Von Humboldt, naturalista, geografo ed esploratore, uomo che ha bisogno di spazi, di orizzonti, di terre nuove da calpestare.
Due vite che più diverse non si potrebbero concepire. Daniel Kehlmann nel suo La misura del mondo le racconta entrambe, con eleganza, amore, ironia. Come sembrano distanti le storie del matematico e dell'esploratore. Eppure entrambi misurano il mondo a cui apparteniamo. Gauss e Von Humboldt, le rette parallele che alla fine si incontrano.








Eddy Cattaneo è uno che poi deve avere messo la testa a posto, si è laureato e ha trovato un buon lavoro, solo che non ha chiuso in un cassetto i suoi sogni di bambino, così come si fa con i quaderni delle elementari e le lettere delle fidanzatine.
A un certo punto ha mollato tutto ed è partito, perchè i suoi passi potessero dare sostanza al desiderio che sotto sotto (sotto sotto?) aveva sempre covato: fare il giro del mondo, prendendosi tutto il tempo necessario, senza dover andare dietro alle coincidenze degli aerei, anzi, senza mai prendere gli aerei, restando sempre con i piedi per terra, oppure sul ponte di una nave.
E così c'è stato prima il viaggio e poi questo libro, Mondo via terra (Feltrinelli), in cui il viaggio viene raccontato come lo potrebbe raccontare un amico, intelligente e disposto al sorriso.
Un amico che sei ben contento di ascoltare, senza mai interromperlo, fino alla fine. Nascondendo ben bene la peggiore delle invidie: quella di chi vorrebbe fare lo stesso, sapendo che tutto sommato si accontenterà di leggere qualche altro libro.