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giovedì 14 ottobre 2010
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La Terapia del bar: Massimiliano Scudeletti racconta il circo che si fece bar
Ho dodici anni e passo spesso dietro il bancone , posso prendere qualsiasi cosa tranne gli alcolici naturalmente, ma mi piace guardare il ...
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La lettura di questo libro vi farà trascorrere piacevolmente il tempo, ma regolatevi a vostro talento quanto al prestarvi fede e al credere...
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I miei amati Paesi Bassi hanno dei locali tipici, tradizionali e di quartiere simili, anche se meno famosi, alle public house d’oltremani...
Ammiano Marcellino, uno storico che ai tempi ho maledetto per le traduzioni dal latino, racconta cosa fece il grande generale Teodosio dopo che nel 370 sconfisse gli Alemanni. Popolo che, detto per inciso, immagino piuttosto bellicoso.
Tutti quelli che catturò, per ordine dell’imperatore li mandò in Italia, dove, insediati in un paese fertile, ormai vivono e lavorano lungo il Po, pagando un tributo
Strano, no? Ed è anche divertente considerare che il sangue degli Alemanni scorre ancora nelle vene dei discendenti padani di oggi. Sangue di barbari, sangue di gente che veniva da fuori.
Però c'è di più. Pensate: ai tempi si poteva vincere una guerra non per tenere fuori un popolo dai propri confini, ma per portarcelo dentro.
Nessun motivo umanitario, certo. I romani caricavano sulle spalle del loro impero qualcosa di molto simile al fardello dell'uomo bianco di britannica memoria. Ma in realtà puntavano al sodo.
Servivano braccia a buon prezzo, servivano soldati per l'esercito e contribuenti per le casse imperiali.
Servivano i barbari. E i barbari, come no, la loro parte la fecero.
Beh, forse Barbari di Alessandro Barbero (un cognome da predestinato) non è un libro da spiaggia. Però è un libro che fa bene leggere, con la consapevolezza che la lezione del passato può aiutare a ritrovare la strada smarrita nel presente.