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sabato 22 marzo 2014

Senza pietre non c'è arco

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.

- Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? - chiede Kublai Kan.
- Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra, - risponde Marco, - ma dalla linea dell'arco che esse formano.

Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunge:
- Perché mi parli delle pietre? E' solo l'arco che m'importa.

Polo risponde: - Senza pietre non c'è arco.

(Italo Calvino, Le città invisibili, Oscar Mondadori)

giovedì 29 agosto 2013

Camminando per l'Italia con i grandi della letteratura


Dov'è finita l'Italia dei grandi della nostra letteratura? Quali sono i fili, più o meno sottili, più o meno invisibili, che legano Dante Alighieri,  Boccaccio, Foscolo - ma anche Pascoli, Ungaretti, Pasolini, per arrivare più vicino a noi - alle nostre città, alle nostre terre, alla nostra vita di gente di Italia che vive un'epoca complessa, fatta di poca letteratura e molti scempi?

Sono gli interrogativi che accompagnano la lettura di Peregrin d'amore di Eraldo Affinati, libro denso, libro di molti movimenti da una capo all'altro dell'Italia (e non solo) e di molte letture (ma direi anche di molte esperienze che ruotano attraverso le letture che accompagnano l'insegnamento a scuola). 

Un libro che forse è prima di tutto un cammino che connette epoche, pagine, luoghi, perché ogni viaggio può e deve essere in primo luogo una rivelazione, cioé deve mettere a nudo connessioni che per miopia o arroganza avevamo tralasciato.


E così può capitare di spiegare San Francesco a una giovane prostituta nigeriana, di condividere le avventure di Marco Polo con gli adolescenti afghani, di incontrare a Lampedusa. il paladino Orlando. Questo e molto altro, tra questi quaranta grandi della nostra letteratura, compagni di viaggio che ci sono e non ci possono non essere, perché la letteratura è viaggio che richiama ed esige altri viaggi.

domenica 10 luglio 2011

Marco Polo, Kublai Kan e i due viaggiatori

C'è il Kublai Kan, l'imperatore dei Tartari, il Grande Sedentario: l'affittuario esigente d'altri occhi e d'altre parole, come scrive Fabio Stassi. L'uomo che non viaggia con i suoi piedi, ma chiede a chi viaggia relazioni esatte sui luoghi visitati, che pone domande e avanza riflessioni.

E c'è Marco Polo, il grande viaggiatore, o se volete, il Maestro Visionario. L'uomo che prende e parte, che sfida le distanze, che porge il suo sguardo e raccoglie paesaggi, storie, città, mercanzie... Che raccoglie e poi dona, con il suo racconto. Le mie mani sono agili e nodose e, al principio, l'unico mezzo per resocontare la vastità dei miei viaggi. 

E ancora nelle parole di Fabio Stassi:


Siamo le due metà di uno stesso personaggio

Così Stassi, ma in primo luogo l'Italo Calvino delle Città invisibili.

E io ritorno alle città visibili e invisibili, ai viaggi veri e immaginari, ripenso ai Due viaggiatori che ho scritto, ripenso a me e all'amico Tito Barbini con cui abbiamo condiviso viaggi e parole, diventando anche noi i Due viaggiatori.

E penso che alla fine è questo che ci dona il mondo, la possibilità di conoscerlo, di abbracciarlo. Senza preoccuparsi delle distanze. Perché c'è sempre una parola che ti porta a destinazione.


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  Ho dodici anni e passo spesso dietro il bancone , posso prendere qualsiasi cosa tranne gli alcolici naturalmente, ma mi piace guardare il ...