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mercoledì 2 luglio 2014

Sarajevo 1914, con gli occhi di due ragazzi su quel giornale

E rifletto su Ugo e Maria, adolescenti che a scuola studiano Pascoli e Leopardi, presumo come i ragazzi di oggi, adolescenti ora alle prese con un fatto tanto grosso da non poterlo intendere, pure questo immagino come i ragazzi di oggi, se oggi – scongiuri - capitasse qualcosa di simile.
 
E vorrei sapere quanti sono gli italiani a cui questa data - 28 giugno 1914 – dica qualcosa, esattamente un secolo più tardi. Quanti sono davvero consapevoli che il secolo breve della lunga guerra, perché questo è il Novecento, è cominciato a Sarajevo e si è concluso a Sarajevo. 

E penso ancora una volta a Tania, che per abitare davvero quella casa, per fare in modo che Domenico, Amalia, Ugo e Maria siano assai di più che nomi, si è spinta fino a consultare i quotidiani dell'epoca. A leggerli con i loro occhi. 

E sono confuso, maledettamente confuso, ma sono contento di esserci finito in mezzo. 

(Paolo Ciampi, con Tania Maffei, Nel libro, figlio, tu vivrai, Sarnus editore) 

giovedì 29 agosto 2013

Camminando per l'Italia con i grandi della letteratura


Dov'è finita l'Italia dei grandi della nostra letteratura? Quali sono i fili, più o meno sottili, più o meno invisibili, che legano Dante Alighieri,  Boccaccio, Foscolo - ma anche Pascoli, Ungaretti, Pasolini, per arrivare più vicino a noi - alle nostre città, alle nostre terre, alla nostra vita di gente di Italia che vive un'epoca complessa, fatta di poca letteratura e molti scempi?

Sono gli interrogativi che accompagnano la lettura di Peregrin d'amore di Eraldo Affinati, libro denso, libro di molti movimenti da una capo all'altro dell'Italia (e non solo) e di molte letture (ma direi anche di molte esperienze che ruotano attraverso le letture che accompagnano l'insegnamento a scuola). 

Un libro che forse è prima di tutto un cammino che connette epoche, pagine, luoghi, perché ogni viaggio può e deve essere in primo luogo una rivelazione, cioé deve mettere a nudo connessioni che per miopia o arroganza avevamo tralasciato.


E così può capitare di spiegare San Francesco a una giovane prostituta nigeriana, di condividere le avventure di Marco Polo con gli adolescenti afghani, di incontrare a Lampedusa. il paladino Orlando. Questo e molto altro, tra questi quaranta grandi della nostra letteratura, compagni di viaggio che ci sono e non ci possono non essere, perché la letteratura è viaggio che richiama ed esige altri viaggi.

La Terapia del bar: Massimiliano Scudeletti racconta il circo che si fece bar

  Ho dodici anni e passo spesso dietro il bancone , posso prendere qualsiasi cosa tranne gli alcolici naturalmente, ma mi piace guardare il ...