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venerdì 20 dicembre 2019

Prima di tutto fermarsi, per una birra e una storia

Prima di tutto fermarsi, prima di tutto ritrovare il piacere di una birra in compagnia, di una storia che è bello condividere.

A volte inventata, ma solo a volte, perché in genere la realtà sa essere molto più fantasiosa di ogni nostra fantasia.

Prima di tutto inseguire le vite, a volte restituire loro quella vita che le parole consentono. E dopo essersi fermati ripartire, con i viaggi nello spazio e nel tempo che si possono fare anche al tavolino di 
un pub o in attesa di un treno alla stazione.

In tutti questi anni ho scritto di viaggi, di cammini e montagne, di vite dimenticate, di memorie ai margini. Una trentina di libri, ma questo è il primo che raccoglie i miei racconti.

Dentro queste pagine il mercante che regalò a Firenze la Cappella Brancacci, un poeta del Mugello fatto schiavo dai corsari berberi, i morti del Cimitero degli Inglesi e i morti della più grande tragedia del Mediterraneo. E altro ancora, seguendo le scintille della curiosità, le traiettorie della divagazione, il senso della parola necessaria.

lunedì 18 novembre 2019

Tra una birra e una storia, i racconti dei luoghi

Prima di tutto fermarsi, prima di tutto ritrovare il piacere di una birra in compagnia, di una storia che è bello condividere.

A volte inventata, ma solo a volte, perché in genere la realtà sa essere molto più fantasiosa di ogni nostra fantasia. Prima di tutto inseguire le vite, a volte restituire loro quella vita che le parole consentono.

 E dopo essersi fermati ripartire, con i viaggi nello spazio e nel tempo che si possono fare anche al tavolino di un pub o in attesa di un treno alla stazione. Paolo Ciampi in tutti questi anni ha scritto di viaggi, di cammini e montagne, di vite dimenticate, di memorie ai margini. All’attivo ha una trentina di libri, ma questo è il primo che raccoglie i suoi racconti.

Dentro queste pagine il mercante che regalò a Firenze la Cappella Brancacci, un poeta del Mugello fatto schiavo dai corsari berberi, i morti del Cimitero degli Inglesi e i morti della più grande tragedia del Mediterraneo. E altro ancora, seguendo le scintille della curiosità, le traiettorie della divagazione, il senso della parola necessaria.

 (dalla quarta di copertina di Tra una birra e una storia - Betti editore, collana I labirinti)

sabato 12 luglio 2014

In cammino con Simona Baldanzi, per abitare davvero i nostri luoghi

Racconta un viaggio a piedi, l'ultimo libro di Simona Baldanzi, e detto così non è che dico molto, perché sono tanti negli ultimi tempi i libri su viaggi a piedi - anch'io ho dato il mio contributo. Però aggiungo subito: questo è un viaggio a piedi che consente di scrivere un libro molto particolare.

Perchè in Il Mugello è una trapunta di terra (Contromano Laterza) si racconta più un ritorno che un distacco e si guarda a ciò che è vicino piuttosto che a ciò che è distante. Perché più che descrivere un viaggio si raccolgono le storie che si incontrano quando ci si mette davvero in gioco. Perché con i piedi si attraversa anche il tempo e si prova a regolare diversi conti in sospeso, giusto per intravedere una possibilità di riconciliazione.

Simona è scrittrice del Mugello, che dal Mugello si è allontanata e che ora sembra voler stringere con la sua terra un nuovo patto, attraversandolo con scarpe da trekking e zaino in spalla. Della sua terra ha già parlato in tante sue pagine - raccontandone in cambiamenti che ha subito e le responsabilità di chi glieli ha inflitti, denunciando gli orrori ambientali e i disastri del lavoro. Ma ora, ora chissà, si può ripartire, senza dimenticare i torti, le violenze subite, ma sì, si può ripartire.

E' tutta lì la forza del camminare - afferma Simona - sapere da dove vieni e dove devi andare e tenere insieme le due cose. Perché nella vita di tutti i giorni non è possibile?

Allora meglio inanellare uno dietro l'altro i 120 chilometri di sentieri dalla Barbiana di don Milani al Monte Sole delle stragi nazifasciste - storia prima di un'altra storia, storia che deve appartenere al nostro presente. Meglio lasciarsi accompagnare dalla parabola dell'Emmelunga, l'azienda di mobili che un'era geologica prima dell'Ikea conquistò gli italiani con i suoi sogni da televendita, quando apparire era tutto, quando ai mobili del noce bastava avere solo il colore.

Storie di gente in viaggio, storie dalla terra che si attraversa. Storie senza tempo e storie di oggi, quasi sempre storte. Ma con una nuova convinzione, che si può abitare diversamente le proprie case - non più con i componibili dell'Emmelunga - e allo stesso modo si può abitare, abitare davvero, la propria terra. Perché è così:

Dovremmo tornare ad abitare davvero l'Italia, ad averne cura come se fosse sempre casa nostra, dalle pianure alle montagne, dalle coste alle rive dei fiumi, dalle piazze alle strade, dalle salite alle discese, dalle grandi città ai minuscoli paesi. Ogni angolo, ogni minimo pezzettino oltre le nostre case, oltre i nostri muri, oltre i nostri giardini, averne cura più dei nostri mobili e delle nostre stanze ricolme.

venerdì 4 luglio 2014

Quando camminare ha il sapore della nostalgia

Quando Sergio e Marinella mi hanno chiesto di andare con loro a camminare, mi sono vista con la tuta rosa, le mollette nei capelli, il K-Way rosso e il bastone nodoso di fianco al babbo sulla strada bianca e stretta verso le cima di Lavaredo, ho sentito la voce della mamma che raccomandava di stare attenta a non inciampare e mio fratello dirmi che tanto sarebbe arrivato prima lui.

Ho assaporato in bocca il bombolone alla marmellata della bottega di fronte al nostro affittacamere, ho visto i nostri scarponi allineati sul balconcino stretto come una scatola di fiammiferi e ho avvertito il piacere della doccia calda prima di infilarmi il pigiama.

Ho detto di sì perché per un istante ho rivisto la dodicenne che ero e m'è parso quasi di acciuffarla per i capelli.

Ho detto di sì perché ho nostalgia dei sentieri e della disciplina, delle sveglie la mattina presto e dei silenzi, della borraccia da riempire e della cartina che non si ripiegava mia per bene.

(Simona Baldanzi, Il Mugello è una trapunta di terra, Contromano Laterza)


La Terapia del bar: Massimiliano Scudeletti racconta il circo che si fece bar

  Ho dodici anni e passo spesso dietro il bancone , posso prendere qualsiasi cosa tranne gli alcolici naturalmente, ma mi piace guardare il ...