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mercoledì 9 novembre 2011

Se il libro di sabbia è dentro la Rete



Con la mano sinistra sopra il frontespizio, cercai la prima pagina con il pollice quasi incollato all'indice. Tutto fu inutile: tra il frontespizio e la mano si interponevano sempre nuovi fogli.Era come se sorgessero dal libro.
"Adesso cerchi la fine"
Fallii di nuovo, riuscii appena a balbettare con una voce che non era la mia:
"Non è possibile"
Sempre sottovoce, il venditore di bibbie mi disse:

"Non è possibile, ma è. Il numero di pagine di questo libro è infinito. Nessuna è la prima, nessuna è l'ultima"

Vi ricordate il Libro di sabbia di Jorge Luis Borges? E' il racconto in cui chi narra acquista un libro senza principio né fine, nè centro nè ordine, un libro composto da un numero infinito di pagine numerate arbitrariamente.

Primo suggerimento: se non l'avete letto, leggetelo (Adelphi lo ha riproposto in una raccolta di racconti non troppi anni fa).

Secondo suggerimento: se pensate che tutto questo sia solo il frutto della fantasia - direi dei brividi metafisici - dello scrittore argentino, fermatevi un attimo. Il libro di sabbia è già qui, è fra di noi. E' nella rete, e nell'infinità di parole e pagine che possiamo raccogliere nel web, attraverso gli ereader.

Un universo da leggere dove non c'è né prima né ultima pagina e tanto meno ordine. Opportunità senza confini, ma sempre di più anche di smarrimento. Quella vertigine che dobbiamo provare quando siamo di fronte al troppo.

giovedì 6 maggio 2010

Il Paradiso tutto virtuale di Dante (e di Eco)


Avete mai pensato al Paradiso di Dante in termini di energia, di luce? Forse sì, ma per quanto mi riguarda non mi ero ancora spinto fino a pensare in termini di mondi virtuali, di Web e dintorni. L'altro giorno mi sono imbattuto in questa fantastica frase di Umberto Eco e non me la sono ancora tolta dalla testa. Anche questo è un viaggio di parole...


Il Paradiso dantesco è l'apoteosi del virtuale, degli immateriali, del puro software, senza il peso dello hardware terrestre e infernale, di cui rimangono i cascami nel Purgatorio. Il Paradiso è più che moderno, può diventare, per il lettore che abbia dimenticato la storia, tremendamente futuribile. E' il trionfo di una energia pura, ciò che la ragnatela del Web ci promette e non saprà mai darci, è una esaltazione di flussi, di corpi senz'organi, un poema fatto di novae e stelle nane, un Big Bang ininterrotto, un racconto le cui vicende corrono per la lunghezza di anni luce e, se proprio volete ricorrere a esempi familiari, una trionfale odissea nello spazio, a lietissimo fine


Umberto Eco, Sulla letteratura

La Terapia del bar: Massimiliano Scudeletti racconta il circo che si fece bar

  Ho dodici anni e passo spesso dietro il bancone , posso prendere qualsiasi cosa tranne gli alcolici naturalmente, ma mi piace guardare il ...