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lunedì 5 ottobre 2015

Il matematico, artista che trasforma il buio in luce

Ho camminato per un po' lungo il fiume, con la notte nei capelli, nelle tasche e sui vestiti.

So che la notte è tenera per l'immaginazione; a quell'ora, in tutta la città, c'erano artisti che temperavano le matite, intingevano i pennelli e accordavano le chitarre.

Altri, con i loro teoremi e le loro equazioni, godono altrettanto delle possibilità del mondo.

Il mondo ha bisogno degli artisti. Ciascuno di loro trasfigura in parole e immagini, in numeri e note la proprio porzione della notte. 

Un matematico nel suo studio scorge qualcosa che fino ad allora era invisibile, e si accinge a trasformare il buio in luce.

(Daniel Tammet, La poesia dei numeri. Come la matematica mi illumina la vita, Zanichelli)

venerdì 2 ottobre 2015

La matametica è poesia e scienza dell'immaginazione

I numeri, presi nel modo giusto, ci rendono persone migliori.

Così ci dice Daniel Tammet, persona che i numeri hanno presumibilmente salvato, non solo reso migliore. E che ora nei suoi libri ci racconta della magia dei numeri, della poesia dei numeri.

Un libro, in realtà, andrebbe scritto anche sulla storia di questo ragazzo, affetto dalla sindrome di Asperger, che con i numeri fa cose straordinarie, tipo mettere in fila migliaia e migliaia di decimali del Pi greco. I numeri Daniel soprattutto li sente, li vede, li associa a colori, forme, suoni. E con lui la matematica, che sui banchi di scuola abbiamo fuggito come territorio arido e inospitale, ci ritorna come fioritura di vita, ubriacatura di sensazioni. Incredibile, davvero.

E così ecco questo libro, La poesia dei numeri (Zanichelli) - sottotitolo da tenere di conto: Come la matematica mi illumina la vita - che è una sorpresa a ogni capitolo: si parli di scacchi o di partite a cricket, dello zero di Shakespeare o dei fiocchi di neve, di come conteremmo se avessimo undici dita invece che dieci o di New York che con le sue strade perpendicolari e i suoi grattacieli è la più matematica delle città.

Arida la matematica? Leggete questo libro e usate l'immaginazione, che è ciò che si deve fare per scovare la bellezza. E se pensate che l'immaginazione sia prerogativa della letteratura, fermi tutti. C'è una scienza che se ne occupa e che sarebbe inconcepibile senza l'immaginazione.

La matematica, certo. La matematica che per definizione gioca con la pura possibilità.

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