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lunedì 3 luglio 2017

Due giornate in 20 anni e voi due senza di me

Per mettere le mani avanti: Emiliano Gucci lo conosco, di persona e per altri libri, che ho già avuto modo di leggere, apprezzare, segnalare. Per questo la sorpresa è ancora più grande e bella, di fronte a Voi due senza di me, pubblicato da Feltrinelli. Pensare che all'inizio ero un po' titubante: non sarà mica la solita storia di una coppia sfasciata, incapace di farsene una ragione?

Sbagliato, questo è appunto il libro che non ti aspetti. E il bello è che non ti cattura con chissà quali colpi di scena ed effetti speciali. Addirittura la trama potrebbe essere condensata in poche righe.

Una coppia che non è più una coppia, appunto, lui che dieci anni anni dopo, in una Firenze luminosa come solo certe mattine, scende dal treno e cerca lei per riannodare in qualche modo i fili. E dopo quella giornata un'altra giornata ancora, dieci anni più tardi, Firenze questa volta paralizzata dalla neve, e lei, non più lui, che si fa viva, a parti rovesciate.

Due giornate, così nell'arco di 20 anni, per una storia a cui manca la parola fine. Ma poi c'è molto altro: perché c'è un passato che incombe, un'altra giornata che ha fatto sì che niente fosse come prima e che non ha solo tolto il futuro a Michele e Marta - questi i loro nomi - nel futuro li ha anche imprigionati.

E quel passato parola dopo parola riaffiora, così come la voce che non è più voce: e che pure si fa racconto di ciò che è successo e succederà...  Sarà come in quel capolavoro che è Amabili resti di Alice Sebold? E come misurarsi con ciò che è successo, se nemmeno sappiamo cosa abbiamo fatto, se il passato è anche confusione, amnesia, reinvenzione?

E se fossi stata veramente io?

Non aggiungo altro, se non per invitarvi alla lettura di un libro che è indagine sulla complessità del dolore, romanzo di inquietudine e possibilità, storia di responsabilità con cui fare i conti e di rinnovata innocenza.

giovedì 29 settembre 2016

Firenze e i luoghi a cui gli scrittori danno voce

E' il ragazzo che vi guarda all'interno della basilica di Santo Spirito, che c'è da sempre e che da sempre spinge il suo sguardo oltre le mura delle chiesa, fino alla gente che affolla la piazza, fino ai banchi del mercato e ai turisti seduti ai tavolini.

E' l'uomo che entra a Palazzo Medici Riccardi per una breve visita e ne esce anni e anni più tardi, dopo esser stato rapito da sogni e visioni che gli hanno consentito l'incontro con Lorenzo il Magnifico, Michelangelo e gli altri grandi del Rinascimento fiorentino.

E per ora sono arrivato qui, ai primi due racconti, rispettivamente di Valerio Aiolli e di Enzo Fileno Carabba. Intanto altre voci si sono aggiunte, in libreria ci sono già anche Marco Vichi e Anna Maria Falchi, mentre in rampa di lancio ci sono Leonardo Gori, Emiliano Gucci, Divier Nelli, Lorenzo Chiodi, che è come dire un bel pezzo del mondo della scrittura fiorentino e toscano.

Però non è per appassionati di storie minimi e locali, la nuova collana Narrare humanum est, proposta da Firenze Leonardo, casa editrice collegata a Clichy.
Collana - spiegano Marco Vichi e Sergio Risaliti, che l'hanno ideata e ora la dirigono - che nasce dall'idea che ogni cosa può essere attraversata dalla narrativa, anche i luoghi storici, gli antichi spazi urbani, i monumenti.

Ecco, questo mi piace, questa è l'idea che mi convince. Far sì che i luoghi della storia e dell'arte non finiscano solo in guide e i libri specialistici, ma si facciano racconto, invenzione, creazione di arte suggerita e ispirata da essi stessi. Far sì che gli scrittori coltivino nuovi sguardi, nuove capacità di narrazione, guardandosi intorno, annodando altri fili con la città che abitano.

E Firenze, splendido banco di prova per tutto questo.

sabato 18 giugno 2016

Metti una domenica mattina, bici e cantine in Toscana

Allora prendo la bici ed esco.

Ecco, fa proprio così e lo fa molte volte Emiliano Gucci, scrittore e libraio che è nato a Firenze, lavora a Prato e che tra Firenze e Prato abita. Ci sono viaggi che portano lontano per chilometri e chilometri, ci sono viaggi che non ti allontanano troppo da casa - anche se pedalando si fanno sentire, come no, sulle gambe - e che pure consentono di scoprire mondi.

E' quanto Emiliano ci dimostra con le pagine di Sui pedali tra i filari. Da Prato al Chianti e ritorno, pubblicato nella collana Contromano di Laterza. Quante cose ci ha infilato dentro, a partire dalle due passioni che lo accompagnano e che tra loro si accompagnano anche piuttosto bene, soprattutto se sei nato in Toscana: le scorribande su due ruote e le visite alle cantine del buon vino.

Ma, soprattutto se vivi in Toscana, appunto, bici e vino sono la chiave per entrare dentro i territori, per incontrare le persone e le loro storie, per fare i conti con miti e leggende varie.

E allora ecco le colline del Montalbano e del Chianti, le strade e i vigneti di Carmignano o di Radda, ma anche i capolavori di Leonardo da Vinci e  del Pontormo, le memorie dei grandi toscani del ciclismo come Bartali, Nencini o Bitossi. Ecco una bicchierata ma ecco anche la polvere e il sapore di impresa nella giornata dell'Eroica. Ecco le parole che affiorano dalle letture dei grandi toscani della penna, da Curzio Malaparte a Indro Montanelli.

Passato e presente, muscoli e parole, fiaschi e pedali. Quante cose, davvero, anche solo saltando sulla bici la domenica mattina perché ci si vuole bene davvero e allora si parte e si tiene gli occhi bene aperti e vai a sapere cosa si riporta a casa.

La Terapia del bar: Massimiliano Scudeletti racconta il circo che si fece bar

  Ho dodici anni e passo spesso dietro il bancone , posso prendere qualsiasi cosa tranne gli alcolici naturalmente, ma mi piace guardare il ...