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mercoledì 8 luglio 2015

I maestri francesi consigliano gli aspiranti scrittori

Avete la stoffa di tre poeti, ma prima di sfondare avrete avuto sei volte il tempo di morire di fame, se per vivere contate sui prodotti della vostra poesia.

In questo modo, con un ammonimento che suona ancora tristemente attuale (sempre che oggi sia davvero concepibile la possibilità di "sfondare" con la poesia), Honorè de Balzac si rivolgeva a un aspirante scrittore. Ed è con questa pagina che comincia Troppe puttane! Troppo canottaggio!, curioso e intrigante libretto proposto da Minimun Fax e curato da Filippo D'Angelo, che raccoglie una serie di "consigli ai giovani scrittori dai maestri della letteratura francese".

E dunque, innanzitutto il titolo: che è il consiglio, piuttosto ruvido, che il grande Flaubert rivolgeva allo scapestrato Guy De Maupassant, troppo incline a disperdere le sue energie in vari esercizi fisici.

E poi c'è solo da tuffarsi in questa antologia di grandi, con pagine non tutte uguali e non tutte capaci di parlarci ancora. Però anche straordinariamente ricche. Dotatevi di quadernetto e penna: e fate incetta di citazioni.

Charles Baudelaire: Sfido gli invidiosi a citarmi dei buoni versi che abbiano rovinato un editore.

Guy de Maupassant: Il talento è una lunga pazienza.

Andrè Gide: Scrivi il meno possibile, scrivi soltanto ciò che è indispensabile.

E molti, molti altri ancora. 

lunedì 7 aprile 2014

Se un punto è messo al punto giusto

In una poesia o in un racconto si possono descrivere delle cose, degli oggetti comuni usando un linguaggio comune ma preciso e dotare questi oggetti - una sedia, le tendine di una finestra, una forchetta, un sasso, un orecchino - di un potere immenso, addirittura sbalorditivo.

Si può scrivere una riga di dialogo apparentemente innocuo e far sì che provochi un brivido lungo la schiena del lettore  - l'origine del piacere artistico, secondo Nabokov - Questo è il tipo di scrittura che mi interessa di più.

Non sopporto cose scritte in maniera sciatta e confusa, sia che si presentino sotto pretese sperimentali sia che si tratti semplicemente di realismo reso in maniera goffa. 

Il narratore del meraviglioso racconto di Isaac Babel intitotlato "Guy de Maupassant", parlando della tecnica narrativa, a un certo punto dice:

"Non c'è ferro che possa trafiggere il cuore con più forza di un punto messo al posto giusto".

(Raymond Carver, Il mestiere di scrivere, Einaudi)

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