Effetto farfalla: ne avete mai sentito parlare? È un concetto
che mi piace molto, benché da qualche tempo mi richiami la tipica
insofferenza per le espressioni adoperate fino all'abuso, come il
prezzemolo di una cucina povera di altri sapori. Reazione che credo
abbia qualcosa a che vedere con l'idea che sia moda recente, trovata
di successo di qualche produttore di best-sellers dei nostri anni o
anche di un qualche santone pronto a schiudervi il segreto di
insospettate energie della mente – e le due categorie in effetti
spesso coincidono.
Solo l'altro giorno ho scoperto che questo concetto ha dalla sua
anche la solidità del tempo e l'autorevolezza dei natali. Anche se
non lo chiamava così, il concetto c'era già tutto nelle riflessioni
del matematico inglese Alan Turing, uno degli uomini che dobbiamo
ringraziare se oggi il computer è uno strumento di uso domestico
come la moka per il caffè.
Lo spostamento di un singolo elettrone per un miliardesimo di
centimetro, a un momento dato, potrebbe significare la differenza tra
due avvenimenti molto diversi, come l'uccisione di un uomo un anno
dopo, a causa di una valanga o la sua salvezza.
E certo se lo spostamento di un elettrone può combinare tutto questo
c'è da chiedersi che cosa abbiano potuto produrre tutti i
comportamenti persecutori, oggi classificati come omofobia, che
portarono il povero Turing a suicidarsi a 42 anni. Ma questo è un
altro discorso.