Visualizzazione post con etichetta attenzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta attenzione. Mostra tutti i post

domenica 12 gennaio 2014

A Barbiana si viveva nell'attenzione

Nulla passava inosservato a Barbiana.

Ho detto una volta che Barbiana era una realtà particolare. Ora mi vien fatto di dire che lassù si viveva "nell'attenzione".

Quando venivano le mie sorelle a trovarmi provavano l'impressione di venire in un mondo di solitudine. Le case erano lontane una dall'altra. La strada si arrampicava nella solitudine.

Vivendo lassù, invece, si sapeva che era una "solitudine abitata" e chi l'abitava non era distratto, ma attento. E il più attento di tutti era il Priore di Barbiana.

(Adele Corradi, Non so se Don Lorenzo, Feltrinelli)

lunedì 31 dicembre 2012

Per un anno da giocare senza disattenzione

Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
Ho passato tutto il giorno senza fare domande,
senza stupirmi di niente.

Ho svolto attività quotidiane,
come se ciò fosse tutto il dovuto.

Inspirazione, espirazione, un passo dopo l'altro, incombenze,
ma senza un pensiero che andasse più in là
dell'uscire di casa e del tornarsene a casa.

Il mondo avrebbe potuto essere preso per un mondo folle,
e io l'ho preso solo per uso ordinario.


Nessun come e perché -
e da dove è saltato fuori uno così -
e a che gli servono tanti dettagli in movimento.

Ero come un chiodo piantato troppo in superficie nel muro

oppure
(e qui un paragone che mi è mancato).

Uno dopo l'altro avvenivano cambiamenti
perfino nell'ambito ristretto d'un batter d'occhio.

Su un tavolo più giovane, da una mano d'un giorno più giovane,
il pane di ieri era tagliato diversamente.

Le nuvole erano come non mai e la pioggia era
come non mai,
poiché dopotutto cadeva con gocce diverse.

La Terra girava intorno al proprio asse,
ma già in uno spazio lasciato per sempre.

E' durato 24 ore buone.
1440 minuti di occasioni.
86.400 secondi in visione.

Il savoir-faire cosmico,
benché taccia sul nostro conto,
tuttavia esige qualcosa da noi:
un po' di attenzione, qualche frase di Pascal
e una partecipazione stupita questo gioco
con regole ignote.

(Wislawa Szymborska, Disattenzione, da La gioia di scrivere, Adelphi)

lunedì 24 gennaio 2011

Disattenzione vietata con la grande Wislawa

Lo sapete, la sua poesia mi piace molto. Cito spesso Wislawa Szymborska, anche perchè con i suoi versi ci porge un grande dono, il senso dell'attenzione, la sua necessità. Attenzione che è rispetto, capacità di ascolto, gratitudine. Profondità, anche. Credo che la poesia sia in primo luogo questo: dare valore a ciò che rischia di scivolare via in quanto irrilevante. Come nell'inizio di questa poesia, vero e proprio manifesto contro la disattenzione (da La gioia di scrivere, Adelphi)

Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
Ho passato tutto il giorno senza fare domande,
senza stupirmi di niente.


Ho svolto attività quotidiane,
come se ciò fosse tutto il dovuto.


Inspirazione, espirazione, un passo dopo l'altro, incombenze, 
ma senza un pensiero che andasse più in là
dell'uscire di casa e del tornarmene a casa.


Il mondo avrebbe potuto esser preso per un mondo folle,
e io l'ho preso solo per uso ordinario.

La Terapia del bar: Massimiliano Scudeletti racconta il circo che si fece bar

  Ho dodici anni e passo spesso dietro il bancone , posso prendere qualsiasi cosa tranne gli alcolici naturalmente, ma mi piace guardare il ...