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sabato 21 febbraio 2015

Cosa rimane tra l'accusato e l'accusatore

L'avevo cominciato prendendolo un po' sottogamba, Espiazione di Ian McEwan (Einaudi) - come capita con un libro che ti trovi in casa senza sapere bene perchè. E non senza qualche diffidenza, sarà che l'ambientazione in una residenza dell'aristocrazia rurale britannica non è certo nuova.

Ma poi che pagine che sono queste. Anche se non pretendono di essere facili e scorrevoli come un torrentello di parole.

Espiazione è un grande romanzo sulla colpa, anzi, sul senso della colpa. Sui grandi interrogativi della morale fuori da ogni grande visione morale, perché in gioco qui c'è semplicemente il modo di stare al mondo, di relazionarci agli altri.

Semplicemente: si fa per dire. Perché la colpa è anche questo: segno, cicatrice. Ciò che rimane quando gli eventi sono alle spalle.

E forse la cosa che fa più impressione è proprio questo. Quanto rimane nel passare del tempo. La forza delle conseguenze che discendono anche da un singolo gesto, da una debolezza o da uno smarrimento.

La colpa di una ragazzina di 13 anni scaricata su una persona innocente. Un accusato che per tutta la vita ne sarà segnato. Però anche l'accusatore che non se ne libererà più. Tanto che la narrazione scandisce un percorso di espiazione di un'anziana: un tempo era proprio lei quella ragazzina.

Alla fine chiudi questo libro e mettendolo via già sei alla prese con la malinconia del lettore, che sa fin troppo bene che anche questa volta i fili di questa storia, i suoi personaggi, svaniranno dalla sua memoria.

Però ecco, sono sicuro che l'emozione di questa lettura rimarrà anche quando di questo libro mi rammenterò poco o niente.

Succede, succede proprio con i grandi libri.

sabato 26 luglio 2014

Abele e Caino, nelle parole del grande Borges

Abele e Caino s'incontrarono dopo la morte di Abele. Camminavano nel deserto e si riconobbero da lontano, perché erano ambedue molto alti. 

I fratelli sedettero in terra, accesero un fuoco e mangiarono. Tacevano, come fa la gente stanca quando declina il giorno. 

Nel cielo spuntava qualche stella, che non aveva ancora ricevuto il suo nome. Alla luce delle fiamme, Caino notò sulla fronte di Abele il segno della pietra e lasciando cadere il pane che stava per portare alla bocca chiese che gli fosse perdonato il suo delitto. 

Abele rispose: "Tu hai ucciso me, o io ho ucciso te? Non ricordo più: stiamo qui insieme come prima". 

"Ora so che mi hai perdonato davvero" disse Caino "perché dimenticare è perdonare. Anch'io cercherò di scordare". 

Abele disse lentamente: "È così. Finché dura il rimorso dura la colpa".

(Jorge Luis Borges, da Elogio dell'ombra)

sabato 25 febbraio 2012

Un grande romanzo sul senso della colpa

L'avevo cominciato prendendolo un po' sottogamba, Espiazione di Ian McEwan - come capita con un libro che ti trovi in casa senza sapere bene perchè. E non senza qualche diffidenza, sarà che l'ambientazione in una residenza dell'aristocrazia rurale britannica non è certo nuova.

Ma poi che pagine che sono queste. Anche se non pretendono di essere facili e scorrevoli come un torrentello di parole.

Espiazione è un grande romanzo sulla colpa, anzi, sul senso della colpa. Sui grandi interrogativi della morale fuori da ogni grande visione morale, perché in gioco qui c'è semplicemente il modo di stare al mondo, di relazionarci agli altri.

Semplicemente: si fa per dire. Perché la colpa è anche questo: segno, cicatrice. Ciò che rimane quando gli eventi sono alle spalle.

E forse la cosa che fa più impressione è proprio questo. Quanto rimane nel passare del tempo. La forza delle conseguenze che discendono anche da un singolo gesto, da una debolezza o da uno smarrimento.

La colpa di una ragazzina di 13 anni che scarica la colpa su una persona innocente. E'accusato che per tutta la vita ne sarà segnato. Però anche l'accusatore che non se ne libererà più. Tanto che la narrazione scandisce un percorso di espiazione di un'anziana: un tempo era proprio lei quella ragazzina.

Alla fine chiudi questo libro e mettendolo via già sei alla prese con la malinconia del lettore, che sa fin troppo bene che anche questa volta i fili di questa storia, i suoi personaggi, svaniranno dalla sua memoria.

Però ecco, sono sicuro che l'emozione di questa lettura rimarrà anche quando di questo libro mi rammenterò poco o niente.

Succede, succede proprio con i grandi libri.

domenica 13 novembre 2011

Espiare è dura, con Ian McEwan


Beh, che dire, quando un libro è così bello, così importante, fai fatica anche a dire qualcosa.

Di Ian McEwan ho letto altre cose, non tutte m'erano piaciute.

Espiazione l'avevo cominciato prendendolo un po' sottogamba - come capita con un libro che ti trovi in casa senza sapere bene perchè - e anche all'inizio qualche diffidenza è venuta fuori, sarà che l'ambientazione in una residenza dell'aristocrazia rurale britannica non è certo nuova.

Ma poi come è bello immergersi in queste pagine, che pure non pretendono di essere facili e scorrevoli come un torrentello di parole.

Un grande romanzo sulla colpa, anzi, sul senso della colpa. Sui grandi interrogativi della morale fuori da ogni grande visione morale, perché in gioco qui c'è semplicemente il modo di stare al mondo, di relazionarci agli altri. Semplicemente si fa per dire. Perché la colpa è anche questo, segno, cicatrice, ciò che rimane quando gli eventi sono alle spalle.

E forse la cosa che fa più impressione è proprio questo. Ciò che rimane nel passare del tempo. La forza delle conseguenze che discendono anche da un singolo gesto, da una debolezza o da uno smarrimento.

La colpa di una ragazzina di 13 anni che scarica la colpa su una persona innocente. L'accusato che per tutta la vita ne sarà segnato. Ma anche l'accusatore che non se ne libererà più. Tanto che la narrazione scandisce un percorso di espiazione di un'anziana: un tempo era proprio quella ragazzina.

Alla fine chiudi questo libro e mettendolo via già sei alla prese con la malinconia del lettore, che sa fin troppo bene che anche questa volta i fili di questa storia, i suoi personaggi, svaniranno dalla sua memoria. Però ecco, sono sicuro che l'emozione di questa lettura rimarrà anche quando di questo libro mi rammenterò poco o niente.

Succede, succede proprio con i grandi libri.

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