Ti ricordi di me?
Mi vedi?
Ero la cosa peggiore che ci si possa immaginare. Ero normale.
Ero quasi invisibile, vero?
E forse ero la persona più felice che tu potresti aver incontrato
Mattias
è fatto così, è una persona che si è sempre tenuto lontano dalla luce
dei riflettori. Gli piace essere invisibile, comunque non arrivare mai
primo. Ci sono persone così al mondo. Sono strane, in un mondo dove
l'importante è vincere, non partecipare, ma ci sono. Sono strane perchè
pretendono di essere normali e lo sono.
Mattias da
ragazzino era uno di quelli che non si siedono al primo banco, non
alzano la mano per primi, non trovano mai le parole giuste per attaccar
discorso con la compagna di classe che gli piace. Quando ha scoperto
di avere una straordinaria predisposizione per il canto non ha
cominciato a sgomitare per guadagnarsi un posto al sole.
Da
sempre fantastica sulle avventure spaziali, ma il suo eroe non è Neil
Armstrong, il "primo" uomo sulla luna, è Buzz Aldrin, il "secondo" uomo
sulla luna, quello di cui nessuno si ricorda, e che, per inciso, era
il più esperto e capace tra i due. Mattias guarda la luna ma sa farsi
bastare un pò di terra per il suo lavoro di giardiniere.
Non è un libro sulla luna,
Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?
(Iperborea) di Johan Harstad, giovane autore dalla Norvegia. O forse lo è,
anche se tiene i piedi ben piantati sulle terre dei mari del grande
Nord. Lo è perchè bisogna sempre andare lontano per ritrovare se
stessi, e questo è il viaggio che racconta Harstad, il viaggio più
difficile.
Norvegia e poi le Faroe, isole distanti da
tutto, sferzate dal vento e dal mare. Perdersi e poi ritrovarsi. La
difficile battaglia della solitudine per investire in autenticità e poi
riscoprire i legami.
Non tutti hanno bisogno del mondo intero.
Io volevo solo stare in pace.
E un nuovo inizio
che forse avrà il colore di altri mari, il calore dei Caraibi. Prima
inseguiti leggendo e rileggendo una guida fino a consumarla, poi
possibilità, vita che svolta, capitolo che comincia. Imbarcazione che
lascia il suo molo:
Le Faroe erano ridotte a una parentesi nell'oceano e noi eravamo scomparsi
E
fai fatica a scioglierti da questo viaggio di 450 pagine e accettare
la separazione. E magari vorresti gettarti in acqua e raggiungere
Mattias e i suoi amici, nemmeno ti sentissi già in colpa per non essere
partito con loro.
Ps: Consiglio su consiglio, questo è
un libro che metto idealmente accanto a un altro di qualche anno fa,
altra scoperta, libro per me davvero necessario.
La scoperta della lentezza
di Sten Nadolny. Altra storia di anomala normalità o di normale
anomalia, di saggezza che procede per la tangente, di vittorie che
rovesciano il buon senso e le attese.