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lunedì 6 maggio 2019

Con Mancuso gli straordinari viaggi delle piante

Non è vero che siano insensibili, non è vero che non sappiamo comunicare, non è vero che non abbiano una vita sociale. Più vado avanti a leggere libri sulle piante, più mi vengono meno certezze che si rivelano essere solo luoghi comuni. E capisco che quel poco che ne sapevo era in gran parte sbagliato. Allo stesso modo dei più di noi, del resto.

Devo essere in buona compagnia anche per quanto riguarda l'ultima delle certezze, quella su cui avrei scommesso a occhi chiusi. Almeno questo, ne ero convinto, sarà vero:  a fare la differenza tra gli animali e le piante è che i primi possono muoversi, le seconde no, sono radicate in un posto, condannate a quel posto.

Ed ecco che arriva un libro a sgretolare, fin dal titolo, l'ultima certezza: L'incredibile viaggio delle mappe (Laterza). Lo ha scritto Stefano Mancuso, uomo di scienza e, nella circostanza, anche splendido narratore, vorre dire affabulatore.

E' un libro anche bello da sfogliare, da guardare, da tenere in vista, grazie agli acquerelli di Grisha Fisher. Però è soprattutto un libro che spiazza. Le piante non sono affatto immobili - ci spiega Mancuso - Si muovono molto, ma con tempi più lunghi. Quello che le piante non possono fare non è muoversi, ma spostarsi, almeno nel corso della loro vita.

E allora, eccole, le storie di piante, che generazione dopo generazione, hanno attraversato i mari, conquistato le terre più lontane, occupato le aree più impervie, invaso interi continenti, senza lasciarsi piegare dalle peggiori catastrofi o dai crimini dell'umanità, per esempio le atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Storie di piante, appunto: ma che potrebbero essere storie di pionieri, di fuggitivi, di reduci, di eremiti. Di resistenti, anche: e si capisce che Mancuso è persona a cui tutto questo piace e molto. 

giovedì 7 giugno 2012

Nemmeno l'imperatore fa battere il ciglio a una stella

Nemmeno l'imperatore del Giappone, divinità in terra, nemmeno lui.

Leggo in Indro Montanelli, soltanto un giornalista, testimonianza di una vita resa a Tiziana Abate, la descrizione dell'ultimo Supremo Consiglio di Guerra con cui il Giappone fu chiamato a decidere sulla resa senza condizioni. Era il 9 agosto 1945, l'atomica era già deflagrata nel cielo di Hiroshima.

Per la prima volta nella storia del Supremo Consiglio un uomo - l'anziamo ammiraglio Suzuki - si rivolse all'imperatore Hirohito, sollecitandone il parere. Non si faceva, con un Dio in sembianze di uomo.

Pare che alla domanda abbia fatto seguito qualche minuto - minuto, non secondo - di incerto silenzio, misto a stupore. Poi Hirohito si alzò, prese da uno scaffale un libriccino di poesie appartenuto al nonno, cercò una pagina, lesse questi versi:


Guardate dunque il cielo
voi credete che la sorte di un uomo
anche il più potente
possa far battere il ciglio a una stella?

Non aveva parlato il Dio in terra, aveva parlato un uomo con la sua poesia. Solo quattro versi: e fu in quel momento che finì la guerra.

martedì 3 maggio 2011

Se il cervello degli uomini ha la forma delle nuvole

Talvolta pensa anche, ma senza dirlo a nessuno, che il cervello degli uomini abbia la forma delle nuvole, e che dunque le nuvole sono come la sede del pensiero e del cielo; oppure che il cervello è nell'uomo la nuvola che lo unisce al cielo.

Forse potrebbe valere la pena di leggere La teoria delle nuvole di Stéphane Audeguy anche solo per frasi come queste; ma questo libro è anche molto altro: un libro singolare, sbilenco, complesso nonostante la narrazione piana, compassata, sempre molto raccolta, di questa scrittrice francese.

Magari non è il capolavoro a cui qualcuno ha gridato. Però sarà difficile non portarsi con sè almeno uno di questi personaggi: lo stlista giapponese scampato a Hiroshima, la bibliotecaria solitaria di Parigi, il quacchero che per la prima volta studia le nuvole per quello che in effetti sono, il pittore che quadro dopo quadro finisce per svuotare le sue opere di qualsiasi oggetto che non siano le nuvole...

E' una storia che ci fa rimbalzare di secolo in secolo, di latitudine in latitudine, giocando tra finzione e ricostruzione storica, tra romanzo-romanzo e romanzo quasi saggio... fino a che, in dirittura di arrivo, quando tutto pare incanalato verso una conclusione prevedibile, le carte si scompaginano e le nuvole lasciano il posto a un'unica nuvola, la sola creata dall'uomo, la nuvola fungo dell'atomica...

Buono anche per saperne qualcosa di più sulle nuvole, che sono belle, sono anche utili, ma in genere consideriamo poco: poco più di una decorazione o un segno di qualcos'altro che ha a che vedere con la meteorologia, talvolta magari anche un presagio.

Mai che però si guardi alla nuvola per quello che è. Questo libro restituisce dignità alle nuvole.

E a proposito, sapevate che le nuvole hanno un peso? Un peso che fa impressione... Io non ci avevo mai pensato.

sabato 7 agosto 2010

Hiroshima e lo scrittore nato dalla bomba

Alcuni attimi prima dell'esplosione l'amica di mia madre aveva cercato riparo dai raggi roventi del sole estivo dietro un massiccio muro di mattoni. Da lì aveva visto due bambini che stavano giocando all'aperto disintegrarsi in un batter di ciglia....

Benché allora non fossi in grado di cogliere pienamente la portata di tutto ciò, sento che è stato quel racconto terrificante a suscitare in me il bisogno impellente di diventare scrittore.

Nel sessantacinquesimo anniversario della bomba su Hiroshima, mentre ancora il mondo non è riuscito a liberarsi degli arsenali atomici, è bello, intenso, importante l'intervento del grande scrittore giapponese Kenzaburo Oe che la Repubblica ospita oggi.

Mi ha colpito pensare che tra le infinite e imponderabili conseguenze di quell'atto criminale che fu l'atomica sul Giappone ci sia stata anche la scelta di un uomo di vivere di parole. Mi ha colpito, qualche riga più tardi, il suo rimpianto:

Mi ossessiona il pensiero di non essere mai stato in grado di scrivere un "grande romanzo" su chi ha subito quel bombardamento e sui successivi cinquanta e più anni dell'era atomica che ho vissuto. Oggi penso che scrivere quel romanzo fosse l'unica cosa che veramente volevo fare.

Quel romanzo lo attendo anch'io. E chissà che le parole nate dalla bomba non possano aiutare davvero a cancellare la possibilità di altre bombe nel nostro futuro. Ci credo perché credo nell'immensa potenza delle parole.

martedì 15 settembre 2009

Anche le nuvole hanno il loro peso

More about La teoria delle nuvole

Talvolta pensa anche, ma senza dirlo a nessuno, che il cervello degli uomini abbia la forma delle nuvole, e che dunque le nuvole sono come la sede del pensiero e del cielo; oppure che il cervello è nell'uomo la nuvola che lo unisce al cielo.

Forse potrebbe valere la pena di leggere La teoria delle nuvole anche solo per frasi come queste; ma questo libro è anche molto altro: un libro singolare, sbilenco, complesso nonostante la narrazione piana, compassata, sempre molto raccolta, di questa scrittrice francese.

Magari non è il capolavoro a cui qualcuno ha gridato. Però sarà difficile non portarsi con sè almeno uno di questi personaggi: lo stlista giapponese scampato a Hiroshima, la bibliotecaria solitaria di Parigi, il quacchero che per la prima volta studia le nuvole per quello che in effetti sono, il pittore che quadro dopo quadro finisce per svuotare le sue opere di qualsiasi oggetto che non siano le nuvole...

E' una storia che ci fa rimbalzare di secolo in secolo, di latitudine in latitudine, giocando tra finzione e ricostruzione storica, tra romanzo-romanzo e romanzo quasi saggio... fino a che, in dirittura di arrivo, quando tutto pare incanalato verso una conclusione prevedibile, le carte si scompaginano e le nuvole lasciano il posto a un'unica nuvola, la sola creata dall'uomo, la nuvola fungo dell'atomica...

Buono anche per saperne qualcosa di più sulle nuvole, che sono belle, sono anche utili, ma in genere consideriamo poco: poco più di una decorazione o un segno di qualcos'altro che ha a che vedere con la meteorologia, talvolta magari anche un presagio.

Mai che però si guardi alla nuvola per quello che è. Questo libro restituisce dignità alle nuvole.

E a proposito, sapevate che le nuvole hanno un peso? Un peso che fa impressione... Io non ci avevo mai pensato.

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