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martedì 22 ottobre 2019

Tra gli alberi di autunno con l'animo della primavera

L'autunno è un irruzione della natura che pare consolare la terra per ciò che le accadrà.

Così dice Duccio Demetrio in Foliage. Vagabondare in autunno (Raffaello Cortina editore), un libro che proprio in questi giorni è bello tirare giu dalla libreria e infilare nello zaino, perché ci tenga compagnia in passeggiate per boschi che si incendiano di bellezza, prima che siano spogliati dall'inverno.

Esplosione di colori che è metamorfosi, canto del cigno che già annuncia la rinascita, distacco da ciò che è stato e attesa di ciò che sarà: l'autunno è stagione che saluta e che allo stesso tempo annuncia, stagione esitante, la chiama Duccio Demetrio.

Se la sappiamo ascoltare invita al vagabondaggio prima di ritirarsi nel calore della casa. Se non la trascuriamo vi possiamo cogliere insegnamenti potenti. Solo che dovremmo fare come il Marcovaldo di Italo Calvino, che aveva occhio poco adatto alla vita di città, ma non si lasciava mai sfuggire una foglia che ingialliva su un ramo. 

Sono belli gli alberi che prendono i colori e poi si spogliano, assai di più dei sempreverdi che ostentano una durata che è solo inganno. Sono belli e a noi sta di raccoglierne il canto, andandogli incontro. 

Nemmeno l'inverno fa paura se a esso ci si avvicina con animo primaverile. 

mercoledì 24 giugno 2015

L'autobiografia dà senso ai nostri giorni



C'è un momento, nel corso della vita, in cui si sente il bisogno di raccontarsi in modo diverso dal solito.

Sono queste le prime righe di Raccontarsi. L'autobiografia come cura di sé  di Duccio Demetrio (Raffaello Cortina editore), libro che può davvero schiudere nuovi orizzonti, con molti buoni consigli per riprenderci in mano la vita.

Attenzione al sottotitolo: racchiude davvero il senso di questa opera. Di questo si parla: dello scrivere non per mettersi in mostra, nella speranza di un editore e di un lettore. Ma per se stessi, affidando a questo lavoro la possibilità di dare un senso ai propri giorni, di ordinare il passato e in questo modo di attrezzarsi per il futuro.

Quante sorprese che ci possono essere in questo cammino. Per esempio capire che in realtà la nostra vita andrebbe declinata alla prima persona plurale, non per smanie di grandezza alla Cesare, ma semplicemente (diciamo così, semplicemente) perché noi stessi siamo una molteplicità di identità. Perché nello stesso nostro passato siamo stati altri.

Del resto scriveva Fernando Pessoa, il grande portoghese: E sento che chi sono e chi sono stato sono sogni differenti.

Ecco, scrivere è cura, è attenzione. E' scoprire questo nostro sogno - questi nostri sogni - e imparare a conviverci. 

sabato 30 ottobre 2010

Vito Mancuso e il silenzio che ci fa bene

 E' un libro straordinario, La vita autentica di Vito Mancuso (Raffaello Cortina editore), uno di quei libri che mi piace dire che fanno bene: e non importa se si sia credenti o no, non importa nemmeno se amiamo teologia o filosofia, perché questo è soprattutto un libro che ci riporta al centro della vita.

Tra tutte, mi ha colpito la riflessione sul rapporto diretto che esiste tra la nostra mente, il linguaggio, la menzogna. Magari è anche evidente, però spesso ci si dimentica.

La realtà in sé è necessariamente autentica, mentre la nostra rappresentazione di essa mediante il linguaggio, e prima ancora mediante la percezione mentale, necessariamente autentica non è; può essere anche inautentica, non di rado lo è

La menzogna non è nelle cose, insomma, è nelle parole che usiamo. E' in noi stessi, viene da noi. Non ci avevo mai pensato, ma la parola latina mens è radice sia di mente che di menzogna. 

Dice Vito Mancuso:
Ma come si controlla la mente? Riportandola al reale. Fermandola sul reale. Inchiodandola sul reale

E aggiunge qualcosa di importante non solo sulle parole, ma anche sul silenzio che a volte riesce a districarsi dalle parole.

Il grado di falsità è direttamente proporzionale al numero di parole pronunciate

Per questo il silenzio fa bene. Per questo può essere più vero di tante parole. 

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  Ho dodici anni e passo spesso dietro il bancone , posso prendere qualsiasi cosa tranne gli alcolici naturalmente, ma mi piace guardare il ...