Visualizzazione post con etichetta Mozart. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mozart. Mostra tutti i post

mercoledì 27 luglio 2016

I misteri della vita nei giardini di Italia


Non ho parole per descrivere la bellezza del mondo...

Così afferma nell'introduzione del suo nuovo libro Tiziano Fratus, poeta, scrittore, ma soprattutto cercatore di alberi, viaggiatore nei misteri e negli incanti della natura. Più che manifestazione di modestia credo si tratti di consapevolezza delle possibilità comunque limitate della lingua che abbiamo a disposizione, di fronte agli spettacoli della natura e di certi lavori. Ma in ogni caso le parole le usa e le usa bene in L'Italia è un giardino (Laterza), serie di passeggiate in alcuni dei più straordinari luoghi di bellezza della nostra penisola.

Come era prevedibile per un uomo che nei paesaggi cerca le connessioni spirituali e negli alberi dei maestri di vita, è tutt'altro che una semplice guida. Piuttosto un vero libro di viaggio, con suggestioni particolari, come l'indicazione di un brano musicale per ognuno dei luoghi visitati (per esempio la Suite numero 1 per violoncello di Bach per il giardino di Boboli o il Requiem in re minore di Mozart per la reggia di Caserta).

Nulla più delle ore passate a contatto in giardino mi ha avvicinato alla comprensione delle leggi della vita o, dal mio punto di vista, ad accettare il suo mistero, ha scritto Gian Lupo Osti, appassionato di camelie e autore del De senectute in horto.

Fratus ci prende per mano con questa stessa visione. In ciascun luogo che ha raccontato in questo libro, confessa, ha provato a mettere alla prova il bambino che gli si nasconde dentro. Ha mischiato gioie e nozioni, passi e contemplazioni. E come l'adulto ha ritrovato il bambino, così nelle stagioni e nell'età delle piante dei giardini ha scovato gli indizi e forse anche il senso del tempo che tutto consuma.

domenica 30 giugno 2013

E se Modigliani fosse diventato ragionevole?

Pensando ai soli trentasei anni (e nemmeno compiuti) che Modigliani riuscì a strappare al destino, alla sua vita breve e ribelle, ci si può chiedere che cosa sarebbe potuto diventare se fosse vissuto più a lungo: un uomo più ragionevole? Un artista migliore?

Si sarebbe rassegnato, come tanti suoi amici giovanili, a una tranquilla routine di pittore?

E se davvero fosse tornato in Italia, che effetto avrebbe avuto sulla sua pittura, oltre che sul suo carattere, l'ambiente della penisola, così chiuso e lento rispetto alla folgorante vivacità parigina?

Quel suo modo così particolare di dipingere sarebbe lentamente illanguidito, diventando maniera?

Domande irragionevoli, ovviamente, dettate dal rimpianto e dall'affetto, domande che si possono porre soltanto in via ipotetica, così come viene da fare per Mozart, morto quasi esattamente alla stessa età. Avrebbe continuato a evolvere la scrittura musicale del giovane Wolfang Amadeus? Probabilmente sì, stando alle ultime complesse sinfonie.

E Modigliani?

(da Corrado Augias, Modigliani. L'ultimo romantico, Mondadori)

La Terapia del bar: Massimiliano Scudeletti racconta il circo che si fece bar

  Ho dodici anni e passo spesso dietro il bancone , posso prendere qualsiasi cosa tranne gli alcolici naturalmente, ma mi piace guardare il ...