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martedì 17 febbraio 2015

Sarajevo 1914, l'ironia della storia

Il piccolo, bizzarro melodramma che si svolse in Bosnia il 28 giugno 1914 ebbe sulla storia del mondo la stessa influenza di una puntura di vespa su un malato cronico, spinto dal delirio a scendere dal letto e dedicare i suoi ultimi giorni a distruggere un nido di insetti.

Piuttosto che fornire una vera causa alla Prima guerra mondiale, l'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando di Austria-Ungheria servì come scusa per scatenare forze che era già in azione. 

Il fatto che un terrorista adolescente avesse ucciso l'unico uomo, ai vertici dell'impero asburgico, che avrebbe potuto utilizzare la propria autorità per cercare di evitare la catastrofe è solo un'ironia della storia, per certi versoi insignificante.

(Max Hastings, Catastrofe 1914, Neri Pozza)

martedì 10 maggio 2011

Ottone Rosai e le parole come sassate

Gli uomini, specie i ben portanti, gli impettiti, coloro che vorrebbero dare a bere di chissà quale missione da svolgere nella vita, furono sempre i miei bersagli preferiti e fino a quando non ho potuto dimostrare la tragedia della loro presenza sulla terra per mezzo di un pezzo di matita, mi son divertito a pigliarli a sassate

E sono sassate le parole di Ottone Rosai, pittore fiorentino erede dei macchiaioli e contiguo a un mostro sacro come Paul Cézanne, di cui ora la casa editrice Vallecchi ha ripubblicato insieme Diario di un teppista e Via Toscanella. Sono sassate, altro che le pennellate dei suoi quadri. E può piacere o non piacere, quest'uomo irrequieto e controverso, inebriato da tutti i furori avanguardistici di inizio Novecento, incontrollabile come un teppista in libera uscita, appunto.

Può piacere e non piacere, e nell'uno o nell'altro caso magari finirà sempre per irritare.
Però che potenza, che esplosione di libertà che si sprigiona dalle sue pagine. Vita che diventa inchiostro, che irride a ogni ragionevolezza, che si fa urlo di protesta.

Poi il teppista parte per le trincee della Prima Guerra Mondiale, volontario che condivide idee pericolose - come quelle di chi diceva la guerra era la sola igiene del mondo - ma almeno parte, la guerra non è estetica da consegnare ad altri. Parte e già comincia un'altra storia.

Sfrenato, insopportabile, sempre sorprendente, lui che ha sempre bisogno di boccate d'aria intelligente, lui che ogni tanto cede ai morsi di una vita che cerca ben altre risposte, lui che lavora nella tranquillità di chi sa di essere sulla strada che porta a quel certo paese chiamato l'irraggiungibile.

E forse la storia ha fatto giustizia di quei furori, ma certe pagine rimangono: ed è perfino necessario.


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