Nessun momento della Grande Guerra è paragonabile, per interesse , al suo inizio. Il silenzioso, discreto, raccogliersi di forze gigantesche, l'incertezza sui loro movimenti e le loro posizione, la quantità di dati che non si conoscono né si possono conoscere rendono la Prima guerra mondiale un evento insuperato nella sua drammaticità.Così scrive Winston Churchill dopo la guerra, riandando a quegli inizi, con un un senso di stupore che i lunghi anni di trincee e massacri non hanno sopito.
Ed è questo ciò che prova a raccontare Max Hastings con Catastrofe 1914. L'Europa in guerra (Neri Pozza). Questo e quanto avviene nelle settimane appena precedenti, nel tentativo di capire come sia stata possibile e a chi si debba chiedere davvero conto di tutto questo.
Libro superbo, forte, emozionante come raramente succede. Libro che non spaventa con le sue quasi ottocento pagine, perché ha il passo del romanzo - della storia raccontata come talvolta sanno fare i grandi storici (soprattutto anglosassoni); e perché in qualche modo la sua costruzione ha qualcosa anche del film, con il suo montaggio che alterna grandi scene di massa - le mobilitazioni verso il fronte, il dispiegarsi delle forze, gli attacchi in profondità prima che tutto si paralizzasse nella guerra di posizione - a primi piani su personaggi che forse ebbero la possibilità di scegliere un altro destino e non lo fecero: sovrani, ministri, diplomatici, capi di stato maggiore che portarono disinvoltamente il mondo verso un conflitto accolto disinvoltamente - tanto per Natale tutti sarebbero tornati a casa.
C'è anche tutto questo tra le forze che determinano la Storia: ambizioni, paure, umori. Ci sono i sonnambuli che danno il titolo a un altro straordinario libro su questo 1914.
Da leggere per sprofondarsi nella lettura e per meditare su ciò che sono le vicende degli uomini.


Dedicato a tutti coloro che a Scauri non ci sono mai stati e che forse non sanno nemmeno dov'è. Non importa. con Spiaggia libera tutti Chiara Valerio ci racconta Scauri e il fazzoletto di terra intorno (luoghi che è bene conoscere, in ogni caso. Per dire: Terracina, Sperlonga, Formia, Gaeta...), ma soprattutto ci racconta un mondo, che sa di salsedine e di provincia, di nostalgia e di orizzonti aperti.
E io che da queste parti ci sono stato diverse volte, per vacanze, ma anche per libri, non ho sentito affatto il bisogno di riconoscere questo o quello, di condividere un giudizio, di innescare una particolare complicità. Nemmeno tutto questo importa. Come mi successe anni fa leggendo un libro decisamente ponderoso (Prateria di Least Heat-Moon), tutto dedicato a un paesino del Kansas, nel centro del centro degli States, poche anime un bar e un distributore di benzina che mai avrò il piacere di conoscere. Però lì dentro c'era tutto, compreso il sottoscritto.
Allo stesso modo con Spiaggia libera tutti. Che non so bene cosa sia davvero, come succede spesso e volentieri con i libri di Contromano della Laterza (e questo mi piace, parecchio). Non so, perché è moltissime cose insieme: guida alternativa e memoir, divagazione letteraria e lessico famigliare, diario e quasi romanzo corale.
Non so bene cosa sia, però inizia così:
Scauri è un po' come Macondo. Solo che a Scauri c'è il mare
E poi continua e ci sono Virginia Woolf, Evelyn Waugh, Winston Churchill, Fabrizia Ramondino...
E così si capisce che i veri viaggi sono proprio questi, mica catapultarsi in Thailandia, piuttosto tuffarsi in altre pagine: e in questo modo ritrovare volti, sapori, amici. Ritrovare radici.