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lunedì 27 agosto 2012

Il diversivo dei tre uomini a zonzo

Quel che ci occorre – disse Harris – è un diversivo.

L'avete riconosciuto? Trattasi dell'immarcescibile attacco di Tre uomini a zonzo, uno dei miei libri cult da ragazzino. Quello con il trio di amici, già protagonista della più nota vacanza in barca giù per il Tamigi, che ritiene di meritarsi un altro periodo di licenza dal lavoro e dalla famiglia. E che in questo modo comincia a mettere a fuoco l'opportunità, anzi, l'urgenza di un viaggetto in bici per la Germania.

Ogni volta che parto per un viaggetto - soprattutto un viaggetto in bicicletta - ne rileggo qualche pagina.  Anche a distanza di anni le pagine di Jerome Klapka Jerome mantengono intatta la forza del suo inglesissimo umorismo. L'ho ampiamente citato - non potevo fare altrimenti - anche nel mio Le nuvole del Baltico - sempre di un viaggio in bicicletta si tratta e per di più in Germania.

Meno travolgente forse di Tre uomini in barca (per non parlare del cane, che qui manca) Tre uomini a zonzo forse è più pungente e cattivello nella sua satira di costume, che prende sistematicamente a bersaglio i poveri tedeschi.

Del resto dopo che in tante altre pagine aveva conciato per le feste i suoi connazionali, Jerome se lo poteva permettere.

Quanto alle disavventure su due ruote valga una per tutte. Chi è il cicloturista che non si è ritrovato così?

Dalle informazioni assunte nel paese, doveva essere una di quelle strade su cui è impossibile smarrirsi. Credo che tutti conoscano questo genere di strade. In generale, riconducono al punto dal quale si è partiti; quando non è così, lo si rimpiange amaramente. Per lo meno, ritrovandosi al punto di partenza, si sa dove si è.

martedì 6 settembre 2011

Inseguendo quei due eccentrici in velocipede

Autunno 1884: in Toscana arriva una giovane coppia decisamente eccentrica.


Lui è l'americano Joseph Pennell, 24 anni, quotato illustratore di libri e riviste. Lei è Elizabeth Robins, inglese, scrittrice che ha già dato alle stampe, tra le altre cose, una biografia di Mary Woollstonecraft.

Ma la cosa davvero strana è il marchingegno che si sono portati indietro. Bisogna farci mente locale per capire quello che in effetti è: un velocipede.

Chiamiamolo così, anche se con le sue tre ruote (due enormi ai lati più una da triciclo davanti),i suoi due posti a sedere e il suo portabagagli rammenta piuttosto una carrozza a pedali.

Joseph ed Elizabeth hanno le idee piuttosto chiare: con quell'affare partiranno da Firenze e raggiungeranno Roma.

La gente li prende per matti. Una cosa del genere non si è mai vista nè sentita, non è mica come oggi che tanti poveri Don Chisciotte in bicicletta sfidano le automobili per strada.

Alla partenza da Piazza Santa Maria Novella i due sono salutati dalla folta colonia anglo-americana con molte apprensioni. C'è chi teme malaria e colera, chi li mette in guardia dagli osti senza scrupoli e addirittura dai briganti. E poi le strade: pessime ovunque. Quella era un'impresa da disperati. Una follia.

Forse anche un peccato, se è vero che una povera monaca, al loro passaggio, si farà il segno della Croce nemmeno avesse visto il Diavolo sui pedali.

E loro appena fuori da Firenze registreranno il primo guasto e certo avrebbero di che scoraggiarsi.
Però basta sollevare la testa, guardarsi attorno. Guardare tutta quella gente che sgomita per salutarli, spinta dalla curiosità e dalla meraviglia. Guardarsi intorno e godersela:

E' vero che spesso accade di vedere tutte queste cose in fretta, dai finestrini del treno in corsa. Ma solo seguendo il serpenteggiare della strada o i lunghi rettifili come facevamo noi, fermandoci a nostro agio o rallentando, si può godere dell'intensa bellezza del paesaggio e provare gli stessi sentimenti degli uomini del passato che sapevano bene come rendere piacevoli i loro viaggi”

E a noi non resta che inseguire quei due sulle pagine de L'Italia in velocipede (Sellerio). E con loro inseguire un'Italia che non c'è più, un'altra possibilità di viaggio, un desiderio di lentezza sempre e comunque salutare.

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  Ho dodici anni e passo spesso dietro il bancone , posso prendere qualsiasi cosa tranne gli alcolici naturalmente, ma mi piace guardare il ...