lunedì 4 aprile 2022

Fiordicotone e il ritorno difficile


 C'è il ritorno più difficile, quello che non doveva nemmeno esserci perché era previsto un viaggio di sola andata, quello che è ancora più difficile perchè non si sa più chi torna davvero, se non sia un'ombra di se stesso, se addirittura non abbia perso la sua stessa ombra.

C'è l'orrore della Storia con la esse maiuscola e c'è l'intreccio delle molteplici storie individuali, che in qualche modo fanno la Storia ma soprattutto la Storia la subiscono.

C'è la fame di Memoria, anche questa con la emme maiuscola ma senza uno straccio di retorica, il bisogno di ricordare, di non uccidere due volte con la nostra disattenzione, di assicurare quel minimo di riparazione che può consentire l'allergia all'oblio.

C'è anche tanta tenerezza, che è un termine che mi piace più di empatia, benché forse si intenda lo stesso sentimento, la stessa disposizione verso le cose del mondo. 

E certo c'è anche molto altro, in Fiordicotone di Paolo Casadio (Manni editore), autore che avevo avuto modo di apprezzare con libri quali La quarta estate e Il ragazzo del treno. A semplificare, quest'ultimo titolo sembrerebbe andare a completare una trilogia di romanzi tutti ambientati all'epoca della guerra di Hitler e Mussolini. A semplificare, appunto, perché in questo ultimo libro mi sembra che la sfida narrativa sia più alta, il personaggio centrale più intenso e complesso, la lingua ancora più poetica.

Lei, Alma, è la donna che ritorna da Auschwitz: la sua bellezza l'ha salvata e allo stesso tempo l'ha schiacciata sotto il peso di una colpa che non ha. Salvata, parola grossa, che mi rimanda al Primo Levi de I sommersi e i salvati. Ci si poteva davvero salvare da un lager nazista? Cosa significava sopravvivere?

Alma ritorna, ritrova la sua Lugo di Romagna, prima della bufera abitata da un'importante comunità ebraica, ma cosa ritrova davvero? Ha una figlia da cercare, ma intanto si scopre straniera. 

E mi fermo qui, il resto è il piacere di una lettura mai banale, dentro una storia che ha moltissima verità. 



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