martedì 18 agosto 2020

Al mare, dove nulla succede e tutto succede

 

Ma nulla sarebbe trapelato: nessuno, vedendolo, si sarebbe accorto del suo turbamento. Nessuno avrebbe saputo quant'era commosso, e com'era felice. Quelle poche settimane, è vero, lo avevano cambiato profondamente.

Ci sono stagioni così, soprattutto negli anni dell'adolescenza. I giorni sembrano trascorrere tutti uguali, niente li increspa. Però è come il mare quando è immobile come l'olio, una tavola piatta fino all'orizzonte: non è che sotto non si agitino le correnti. 

E' capitato a tutti noi: un varco cercato, una linea d'ombra attraversata, un'epifania che ha fatto di noi persone diverse. Difficile ricostruire come e quando. Però ne sono sicuro, spesso è successo proprio d'estate, finita la scuola. Magari nei giorni indolenti - e anche più liberi - trascorsi in spiaggia, l'odore della salsedine nelle narici e il brusio della gente sotto gli ombrelloni. 

Questa è la storia che racconta Carlo Cassola, in Tempi memorabili (Oscar Mondadori): un racconto lungo - o un romanzo breve - dove nulla pare succedere e tutto succede. Una villeggiatura a Marina di Cecina - ai tempi in cui le villeggiature si facevano davvero ed erano dei veri e propri traslochi - che lascerà un segno indelebile su Fausto, quindicenne romano in bilico tra le ultime tentazioni dell'infanzia e le distese inesplorate di un'età più matura.

I riti balneari, le conoscenze dall'anno prima, i giochi di spiaggia: abitudini, desideri, malinconie. E il tempo che è fiore che si schiude e allo stesso tempo tuffo nel vuoto, assai diverso dal tuffo in acqua della - bellissima - copertina. I sogni coltivati sui romanzoni divorati nei pomeriggi sulla sdraio, quando ancora non è permesso il bagno. E il volto di una persona che irrompe nei pensieri, si insedia e non toglie più il disturbo. 

Niente sarà più come prima, solo che per il momento persino l'amore è un irripetibile stato di grazia, una voce che resta dentro e si appaga così. Un'opera d'arte nel tempo dell'attesa.

Davvero, niente succede e tutto succede, in questa manciata di pagine, tra le più belle di Cassola. Fin dal titolo. 

Mi piace pensare a quale regista potrebbe tradurlo in un film. Uno alla Éric Rohmer. Altrimenti meglio lasciar perdere.  



 

 

 

 

 

 

 

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