lunedì 4 gennaio 2021

Dopo l'Erasmus, in Europa come a casa


 Gennaio 2000, inizio del nuovo millennio, un nuovo capitolo di vita anche per questo studente fiorentino, iscritto a Legge. E' un giorno di nebbia e il cielo grigio potrebbe esprimere qualcosa anche dell'umore. Leicester, Midlands, cuore trascurato dell'Inghilterra: certo non è Londra, non è Liverpool, tanto meno è Oxford. Eppure, sì, è davvero qualcosa che comincia: un progetto Erasmus, ovvero un'esperienza di studio all'estero. Buona per il curriculum ma anche per tutto ciò che si tira dietro, compreso pub, feste e amori più o meno provvisori.

Vent'anni dopo si stringe il cuore al pensiero che di viaggi Erasmus in Gran Bretagna non ci saranno più, causa Brexit: ed è di scarso conforto che a perderci non saranno solo i ragazzi italiani, anche gli inglesi. 

Vent'anni dopo però è un altro anche il protagonista di Berretti Erasmus, l'ultimo libro di Giovanni Agnoloni (Fusta editore). Un altro che però è rimasto fedele a quel ragazzo: l'università ormai alle spalle, ma una fame di Europa che ormai è parte costitutiva della sua vita, della sua cultura, del suo lavoro. 

Per lui forse è più facile, visto che nel frattempo di Legge non si occupa più e vive di scrittura e traduzioni: e l'Europa è piena di occasioni - stage, workshop, scambi, residente letterarie. Basta cercarle, volerle, costruirsele.

Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa, è questo il sottotitolo di questo libro, che è molte cose insieme: viaggio e memoir, romanzo di formazione e riflessione su cu ciò che siamo e ciò che dovremo imparare a essere ancora di più. 

Dopo l'Inghilterra, quanti altri posti: l'Olanda e la Lituania, la Polonia e l'Irlanda. Fino a quell'isola in mezzo al Baltico, Gotland, che per quanto mi riguarda è uno di quegli altrove che da anni mi coltivo dentro, senza averci mai messo piede. Con una certa invidia, dunque, per Giovanni, che ne ha respirato l'aria e se n'è portato dietro i colori, i suoni, le voci.

Luogo dell'anima per lui che anno dopo anno è maturato, uguale ma anche diverso da quello studente Erasmus che era, capace ora di rinunciare a certe libertà e a certe storie, più pronto casomai a cercare certi silenzi, certe rarefazioni nordiche. 

Ma anche per questo luogo dell'anima. Come l'Europa tutta in effetti.


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