domenica 28 marzo 2010

Beatrice e il professore, comincia così


È a tempo, professore. Entri, la prego, entri. Non stia lì.
Faccia attenzione, però: chini la testa, che quelle travi fanno male, a batterci contro. Ecco, così.
Come è ridotto, professore. Pare un pulcino bagnato, da quanto è fradicio. E come trema. Solo a vederla mette brividi di freddo.
È dura venire a piedi dal paese, con questa neve alta un metro così lesta a farti prigioniero. Ogni passo affondi e vai sempre più giù. Devi farti forza per tirare avanti. Il gelo entra nelle ossa, non se ne va più via. Prosegui, batti i denti e non c’è mai fine.
E lei è arrivato fin quassù. Grazie, professore, grazie.
Se l’aspettava questa cameruccia affumicata, questo pagliericcio?
Già. Soprattutto non si aspettava di trovarmi ridotta così. Una povera vecchia che sta per salutare il mondo, senza più forza nemmeno per tenersi in piedi.
Che dirle: nemmeno io me l’aspettavo.
Nei giorni scorsi sono stata malazzata, ma ieri mi sentivo bene. E per dirla tutta, anche fino a poche ore fa non avevo di che lamentarmi. Poi non so cosa mi ha preso, all’improvviso sono andata giù.
Che scena, tutti si sono spaventati. Hanno chiamato il prete per assistermi, e si sa, è questo il segno peggiore per chi si porta un corpo stanco come il mio… Dopo che mi ha visto l’ho pure sentito mormorare: “Per me non arriva a stasera”.
Invece mi sono riavuta, e ora sono qui. Distesa, ma proprio moribonda questo ancora no.
Mi era già capitato, di ritrovarmi con un piede nella fossa. Anche l’anno scorso il prete lo fecero salire in fretta e furia. Arrivò e mi ero già ripresa: non era ancora la volta buona.
E magari nemmeno ora se ne farà di nulla.
Certo, se non sarà oggi, sarà domani. Non posso sfuggire in eterno.
Non ne ho nemmeno voglia.
Guardi là in fondo, guardi il campicello dei morti che mi attende. Non è bello?
Con questo sole che scintilla sulla neve pare che mi saluti.
Per me è una promessa di pace.
Non le pare, professore?


(Paolo Ciampi, Beatrice.Il canto dell'Appennino che conquistò la capitale, Sarnus. Disponibile anche su Ibs)

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