lunedì 15 aprile 2013

Quando il male e il bene non giocano a scacchi

Quando il passato è più di un fantasma, è un cane che morde e non lascia la presa. Quando il male e il bene non giocano una partita a scacchi, perchè non c'è il bianco e il nero, il bianco è anche il nero e viceversa. Quando non sai se i conti li stai regolando con chi sta disseminando la tua vita di cadaveri o con te stesso.

Potente, complesso, disorientante. Sono arrivato con ritardo alla lettura di Tu sei il male di Roberto Costantini (Marsilio) e con tutta la diffidenza che si meritano le trilogie del giallo e del noir - si sa, l'operazione editoriale ha quasi sempre la meglio sull'urgenza della scrittura, e poi vai a sapere, magari è la risposta italiana a Stieg Larsson, non è detto che la ciambella riesca col buco.

E invece mi sono tuffato e per alcune sere non ne sono più uscito: 667 pagine, tante sono, per capire come sarebbe andata a finire, ma soprattutto per seguire il filo di un'inchiesta che si srotola lungo un bel pezzo di storia recente dell'Italia, dai Mondiali di Spagna del 1982 ai Mondiali di Germania del 2006. Un quarto di secolo grosso modo di trame, segreti, domande senza risposta. E al centro lui Michele Balistreri, uno che nemmeno dovrebbe starmi simpatico.

Pensare che alla fine ti sembra di star seduto con lui: magari a un tavolo, a ordinare un altro aperitivo.
 

Nessun commento:

Posta un commento

La Terapia del bar: Massimiliano Scudeletti racconta il circo che si fece bar

  Ho dodici anni e passo spesso dietro il bancone , posso prendere qualsiasi cosa tranne gli alcolici naturalmente, ma mi piace guardare il ...